ANCORA PRETI – EP.8 PROVA EMPIRICA


Voci: Guglielmo Favilla (non prete) e Fabrizio Odetto (parroco).
Doppiaggio: Paolo Armao.

Episodi pubblicati.

Prima stagione.

ANCORA PRETI – EP.7 PROVA CRISTOLOGICA


Voci: Guglielmo Favilla (non prete) e Fabrizio Odetto (parroco).
Doppiaggio: Paolo Armao.

Episodi pubblicati.

Prima stagione.

ANCORA PRETI – EP.6 PROVA ONTOLOGICA


Voci: Guglielmo Favilla (non prete) e Fabrizio Odetto (parroco).
Doppiaggio: Paolo Armao.

Episodi pubblicati.

Prima stagione.

LE MOLESTATRICI

Oggi parleremo di una storia triste, una storia che Francogian ha deciso di raccontare a condizione di restare anonimo, infatti il suo nome non è "Francogian", ma un suo anagramma.
Tutto è successo nel pieno centro di Madonna Bisarca, in provincia di Benevento, intorno alle otto di sera. «Stavo rientrando a casa dopo una passeggiata nel parco» racconta Francogian ancora visibilmente scosso, «volevo solo farmi una doccia e buttarmi sul divano a guardare la partita. Sono le piccole gioie del vivere da soli: sofficini, birra, partita». Piccole gioie che quella sera resteranno solo un irraggiungibile miraggio per Francogian, quarantadue anni, scapolo, tornitore alla Alcofond, molestato sulla soglia di casa da due giovani pervertite che nel giro della piccola criminalità sannita si fanno chiamare Monica Linguiski e Morbid Nurse.
«Mi si sono avvicinate mentre stavo cercando le chiavi di casa» racconta con un filo di voce, «non pensavo potessero essere pericolose».
«Una era alta, bionda, slanciata, probabilmente ventenne. Aveva una tutina denim che sarebbe stata stretta anche a una Barbie. L’altra invece era più bassa e maggiorata, vestita pressappoco come un’infermiera, solo che io ho capito subito che non era un’infermiera». I genitori di Francogian hanno lavorato in ospedale per oltre trent’anni e quel tipo di uniformi di lattice lui non le aveva mai viste. «Pensavo fossero due testimoni di Geova o qualcosa del genere, ci sono tanti fanatici dove abito io» (Pianeta Terra, ndr).
Le due donne hanno cominciato col fare pesanti apprezzamenti sul fisico di Francogian, ma lui inizialmente non si è preoccupato. Essendo un uomo tozzo, con la pancia sporgente e i ciuffi di peli che gli escono dalle orecchie, è abituato a essere importunato dalle donne. Stavolta però era diverso.
«Quando faccio per entrare in casa, quella alta mi chiede di seguirla. Io rimango paralizzato dalla paura, non dimenticherò mai quello sguardo pieno di libidine. Mi hanno costretto a sedermi su una panchina lì vicino, dicevano che se non avessi obbedito avrebbero sparso la voce che sono calvo. Dopo avermi stordito con facili lusinghe, l’infermiera si è sdraiata proprio davanti a me, ed è stato in quel momento che ho capito che non portava le mutande. Volevo morire. Intanto l’altra si leccava furiosamente i capezzoli, non ho idea di come ci riuscisse. Hanno fatto tutti i loro comodi davanti a me, neanche fossi un gatto. È stato terribile» conclude fra le lacrime, «ho perso moltissimi liquidi».
Giancofran è stato ritrovato in stato di shock in un bar poco distante, mentre affogava quei terribili ricordi nello Champagne.
«Ancora oggi mi sveglio in preda al turbamento per quello che ho visto, ma il dolore più grande è quello interiore».

ANCORA PRETI – EP.5 PROVA ANTROPICA


Voci: Guglielmo Favilla (non prete) e Fabrizio Odetto (parroco).
Doppiaggio: Paolo Armao.

Episodi pubblicati.

Prima stagione.

LE 12 CITTÀ PIÙ BELLE D’ITALIA

L’Italia è uno dei paesi più belli del mondo. Secoli di storia hanno dato a questo paese un patrimonio artistico unico. Credo sia per questo che noi italiani abbiamo tutti una cultura di un cierto spesore. Anche il più anonimo e insignificante dei paesini italiani, per esempio Locarno, sarebbe un'attrazione turistica di rilievo in Inghilterra, Francia o Germania Ovest, posti dove la gente si dà tante arie, ma non ha cose come Caravaggio, Prada o il bidè.
Ecco dunque le città più belle d'Italia, in ordine sparso e tutte visitate di persona con Google Street View, perché se in un posto non ci sei stato col computer, non puoi dire di conoscerlo veramente.

Il fascino senza tempo di Firenze


La bellezza incontaminata di Genova


La magia di Napoli


Vacanze da sogno a Catania


Quel non so che di esotico di Lecce


La quieta sobrietà di Venezia


Quell’atmosfera d’altri tempi di Palermo


L’accattivante compostezza di Torino


La composta accattivanza di Trieste


Un qualsiasi elaborato sinonimo di bellezza di Roma


Semplicemente Bologna

ANCORA PRETI – EP.4 POLITEISMO


Voci: Guglielmo Favilla (non prete) e Fabrizio Odetto (parroco).
Doppiaggio: Paolo Armao.

Episodi pubblicati.

Prima stagione.

IL DOTTORE

ANCORA PRETI – EP.3 PROVA TELEOLOGICA


Voci: Guglielmo Favilla (non prete) e Fabrizio Odetto (parroco).
Doppiaggio: Paolo Armao.

Episodi pubblicati.

Prima stagione.

CIVILTÀ E TEMPO

Com’è possibile che nel corso del tempo il mondo sia diventato sempre più civile, mentre oggi sembra che stia diventando sempre più incivile? Per caso sono stato così sfortunato da capitare in un raro momento di imbarbarimento globale? Oppure è solo che sto diventando vecchio e, come tutti i vecchi, chiamo imbarbarimento quello che invece è solo un tipo di progresso che non sono in grado di capire? Che ne so, magari questi nuovi beniamini del popolo sono un grande passo avanti


e io non riesco a rendermene conto solo perché sono affezionato a un mondo che sta scomparendo, e così, per mia grande sfortuna, il tizio nella foto qui sopra mi sembra solo un povero babbuino ritardato. È possibile, ma è anche possibile che ci sia un’altra spiegazione.
La “civiltà” è la capacità dei singoli componenti di una società di dare importanza alle esigenze degli altri, e non perché questo sia giusto o, ancora peggio, Giusto, ma perché è conveniente. È molto più conveniente vivere in una società dove ognuno dà importanza anche alle esigenze altrui, piuttosto che solo ed esclusivamente alle proprie, e in particolare è conveniente quando non si conta assolutamente niente come me e, presumibilmente, te. In una società civile, il piccolo sacrificio che devo fare quando mi trattengo dal lanciare un gavettone di, diciamo, acqua a chi suona i bonghi in strada, mi viene ampiamente ripagato quando gli amanti degli animali si trattengono dal privarmi della mia bellissima giacca di pelle di agnello (grazie). Ne approfitto per dire che la mia giacca è per me il simbolo della mia individualità e della mia fede nella libertà personale.
Un buon indicatore della civiltà di un posto è la percentuale di macchine che si fermano quando uno attraversa sulle strisce. Certo la civiltà si esprime anche in cose molto più serie, come il livello dei servizi sociali, l’efficienza dei trasporti o la qualità del vino prodotto secondo il metodo champenoise, ma le strisce pedonali sono più facili da verificare. Ecco per esempio una classifica basata sulla mia personale osservazione:

Zurigo 100%
Bilbao 96%
Bruxelles 91%
Londra 90%
Cracovia 85%
Madrid 82%
Parigi 64%
Bologna 50%
Roma -75%

Il numero negativo di Roma significa che, non solo non si fermano, ma accelerano per metterti sotto.
Questa è la mia definizione di civiltà (per non farmi influenzare, non ho controllato il dizionario). Il cosiddetto “progresso” è ovviamente l’aumentare della civiltà, mentre l’”imbarbarimento” è la diminuzione della civiltà.
Ora, mi sembra evidente che ci sia stato un notevole progresso rispetto all’antico Egitto, quando le strisce pedonali nemmeno esistevano, e nel complesso mi pare che tutta la storia dell’umanità vada verso una sempre maggior percentuale di gente che si trattiene dal mettere sotto i suoi simili, tranne che in questi ultimi anni. In questi ultimi anni la gente si è messa ad applaudire entusiasticamente individui che, esplicitamente e senza giri di parole, mirano a mettere sotto tutto ciò che può essere messo sotto, compresi coloro che li applaudono. Quindi, tornando alla domanda iniziale, come si spiega questo improvviso passaggio dal progresso all’imbarbarimento, proprio ora, proprio quando stavo iniziando a godermela?
In realtà non c’è stato nessun passaggio, il mondo sta sempre progredendo e contemporaneamente si sta sempre imbarbarendo, e ciò è possibile perché progresso e imbarbarimento avvengono su scale temporali diverse. L’errore è pensare che il progresso avvenga seguendo questo andamento


Invece segue questo


Come si vede dalla figura, sul lungo periodo la civiltà aumenta, ma lo fa attraversando periodi in cui diminuisce, prima piano piano, poi sempre più velocemente, fino a precipitare in una catastrofe. La catastrofe è rapidissima rispetto ai tempi della Storia, segna un minimo relativo nell’andamento della civiltà e non è derivabile, ma dopo di essa, per quanto grave possa essere stata, la civiltà si risolleva di colpo e raggiunge un livello più alto di quello che aveva alla fine della catastrofe precedente, e così, catastrofe dopo catastrofe, l’umanità progredisce.
La nostra ultima grande catastrofe è stata ovviamente Mr. Baffetti: circa 60 milioni di morti in tutto il mondo per colpa di un tizio fissato coi prepuzi, ma dopo di lui il mondo si è ripreso, la gente è diventata improvvisamente più civile e meglio disposta verso il mondo, come uno che si è appena svegliato da un incubo. Poi, però, la civiltà ha cominciato di nuovo a diminuire, prima lentamente, poi sempre più in fretta man mano che il ricordo della catastrofe diventava sempre più sbiadito. Tanto per fare un esempio, l’assemblea costituente italiana, confrontata col parlamento di oggi, sembra un dream team. Sì, è vero, in quell’assemblea c’era anche Andreotti, ma Andreotti, in confronto a Salvini, è un dream team.
Ora non saprei dire a che punto siamo della discesa e quanto sia lontana la prossima catastrofe, ma, una volta passata anche questa, possiamo stare certi che l’umanità ripartirà da un livello di civiltà più alto. Sempre che sopravviva.